Roma 4 Novembre 2011
Il mio blog si intitola ‘Asia Overland and Beyond!’. Bene, nel corso di questi sette mesi appena trascorsi siete stati partecipi del mio viaggio, abbiamo scambiato considerazioni sugli articoli e sulle fotografie del mio giro asiatico che adesso, oramai rientrato a casa da quasi due mesi, rivedo e ripenso come una bellissima avventura. Ho avuto il piacere di essere letto e, nell’eccitazione dello scrivere, di immaginare le vostre reazioni (sempre spero vicine al divertimento visto che il taglio di solito era quello della storia da non credere) e quindi di provare il doppio piacere di sperarvi interessati e immaginarvi divertiti.
Adesso, nel momento in cui un nuovo viaggio è programmato – dal sapore e dal valore tutto nuovo- avverto la necessità di continuare a scrivere anche in futuro.
…and Beyond!
Ma qual’è questo ‘oltre’ a cui mi riferisco? Tante volte mi sono detto: “sarà casa”; poi è subentrata la voglia – in seguito a necessità di natura pratica – di continuare il viaggio fino dentro l’Europa dei piccoli stati e delle piccole gemme includendo, per mantenere alto il livello, la Turchia. E del resto quale posto meglio di Istanbul rappresenta il ponte che collega l’Asia e l’Europa? Un ponte non solo metaforico, ma anche fisico. Ho reputato per molto tempo Istanbul la città simbolo di questo viaggio, ma questo avrebbe anche significato ‘sacrificare’ il concetto di ‘oltre’ ad un piccolo lembo di terra negando l’indubbio valore dell’Europa che, in quanto a bellezze artistiche e folkloristiche non è certamente inferiore a nessuno. Ma ora la parola ‘oltre’ abbandona in me i significati più logici e superficiali dello spazio Europa e del luogo ‘casa’ per dispiegare significati umani imprevisti e benvenuti.
Finalmente dunque chiedo congedo dal mio blog e naturalmente voglio rendere omaggio all’oggetto più importante che ho posseduto in questi sette mesi (in un certo senso la mia casa) e cioè il mio zaino. Quindi la foto che apre questo post e le altre che seguono sono un omaggio a lui, ai suoi servigi alla sua comodità quando utilizzato come sedia o cuscino, alla sua resistenza quando ha rischiato di distruggersi nel deserto Uzbeko, alla sua solitudine quando l’ho lasciato per le piccole escursioni di qualche giorno, allo zainetto di supporto comprato in un mercato di Pnom Pehn che si è rivelato semplicemente perfetto per le necessità di un viaggio siffatto.
A voi tutti un saluto, una chiusura, un grazie e a presto con nuovi articoli e nuove considerazioni.
giovanni
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ti auguro Giovanni, di trovare casa negli occhi e nei sorrisi delle persone che incontrerai nel tuo cammino ,nella tua strada.
Infondo “casa” siamo noi e mi piace pensare che siamo come delle chiocce che non hanno bisogno di un tetto in un posto preciso ma la casa la portano sopra di loro… In ogni caso, casa, sarà sempre quella dove ci saranno persone che non faranno altro che aspettare il tuo ritorno e amarti “oltre” ogni “europa” o “mondo” conosciuto!
In bocca al lupo e complimenti..
ti ho seguito con passione e ho viaggiato con le tue parole… cosa non da poco credimi ed è per questo che ti ringrazio, per avermi dato questa possibilità! Spero di continuare in futuro a viaggiare ancora… con te!
Un abbraccio sincero
Fla
sei molto carina flaminia
Il privilegio di conoscere il mondo e’ riservata solo a pochi curiosi ma la curiosita’ implica uno sforzo di tutte le facolta’ umane, e tu lo sai bene, molto piu’ facile sarebbe rimanere a guardare senza vedere, a sentire senza ascoltare..
Il tuo viaggio e’ nato dalla necessita’ di andare oltre, di attraversare frontiere, di incrociare sguardi, di incontrare luoghi e persone, dalla fame di diversita’ per ritrovare, chissa’, un nuovo senso di unione..
Ci hai fatto ridere, riflettere, “viaggiare” e qualche volta anche morir d’invidia e questo solo grazie alla tua passione di conoscere..non fermarti!
Ti bacio,
V.
caro Pippo, qui una casa e una famiglia ce l’hai…ti ho anche messo al mondo un nipotino rendendoti zio…è una bella esponsabilità eh?
buon viaggio, Valentina
Prendo in prestito le parole di un saggio poeta per augurarti un buon viaggio…
…però non perdiamoci di vista…andare troppo oltre non si rischia di perdere il presente?!ti saluto con questo interrogativo/esclamativo a cui io non ho ancora dato una risposta…
aspetto la saggezza…ahhahahaha non quella di Guzzanti!con affetto…Fil
“…Sono le vie più remote
che portano più vicino a te stesso;
è con lo studio più arduo che si ottiene
la semplicità d’una melodia.
Il viandante deve bussare
a molte porte straniere
per arrivare alla sua,
e bisogna viaggiare
per tutti i mondi esteriori
per giungere infine al sacrario
più segreto all’interno del cuore….”.
Giovanni… grazie a te per averci fatto partecipe di questa tua bellissima esperienza!
E mi raccomando… fa foto alle persone del posto che queste ti vengono veramente bene 
Io intanto rimarrò una tua fedelissima lettrice ovunque tu ci porti con questi racconti
Un beso fuerte y buen viaje!